Poltrona Letizia di Poltrona Frau, in pelle o tessuto, con linee sinuose ispirate al design anni '50

Letizia | Poltrona

Gastone Rinaldi

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CHF 2.119

La seduta è accogliente e confortevole. Lo schienale acquista una nuova elasticità. I sostegni, sottili e slanciati, sono ben calibrati con la scocca. Struttura in acciaio con imbottitura in poliuretano espanso ottenuta da stampo. Cinghie elastiche per il molleggio della seduta e dello schienale. La poltrona Letizia ha i piedi in diverse finiture e può essere rivestita in Pelle Frau® o in tessuto sfoderabile.  

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Letizia | Poltrona

Gastone Rinaldi
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Le immagini mostrate sono a scopo illustrativo. Le finiture e/o i motivi effettivi possono variare a causa delle caratteristiche uniche delle materie prime naturali

Appoggi

Rivestimento Info

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Prezzo unitario

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Concept e Design

Eleganza, stile, atmosfera anni ‘50: la poltrona Letizia riassume in sé i fermenti creativi di un’epoca. Un’icona di stile che attraverso il tempo mantiene intatta la forza di un’intuizione felice. Disegnata nel 1954 da Gastone Rinaldi con il nome di DU55P, Letizia è oggi rieditata da Poltrona Frau. Con le sue linee sensuali e morbide e il gioco dei vuoti e dei pieni, Letizia si inserisce con grazia in ogni ambiente, regalando un tocco di sofisticata leggerezza.

gastone rinaldi
Disegnato da
Gastone Rinaldi

Gastone Rinaldi nasce a Padova il 16 novembre 1920. Il padre, Mario, nel 1916 aveva fondato la RIMA, piccola azienda per la produzione di arredi metallici. Gastone, finito il liceo, si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio. Le sue passioni però sono altre: lo sport (come calciatore arriverà a giocare con l’allora fortissimo Cremona e come pilota d’automobili parteciperà alla leggendaria Mille Miglia) e il design. Nel 1948, assieme al fratello Giorgio, subentra al padre nella gestione dell’azienda. Conosce Gio Ponti e nel 1950 progetta con la sua consulenza le sedie (DU10 e DU11) per la Sezione Ospedaliera della IX Triennale di Milano. Alla stessa Triennale viene presentata anche la sedia con schienale basculante DU9. In quegli anni Domus pubblica regolarmente le sue realizzazioni.

 

Nel 1952 partecipa alla XXX Fiera Campionaria nella sezione “Arte ed Estetica Industriale” curata, tra gli altri, da Alberto Rosselli, Ettore Sottsass e Marco Zanuso. Seguono, proprio con Zanuso, le poltrone per il Piccolo Teatro di Milano. Nel 1954 ottiene il Compasso d’ Oro per la sedia DU30. Partecipa, con Ponti, Parisi, De Carli e Gardella, all’avventura americana di Altamira, una delle prime aziende d’oltreoceano a chiamare designer italiani. Lavora quindi con Carlo Mollino alle sedie per l’Ospedale Molinette di Torino. Nel 1957 la poltroncina DU41 vince la medaglia d’argento alla XI Triennale. Con il passare degli anni però i rapporti interni alla RIMA si fanno complessi e nel 1974 Gastone Rinaldi fonda la Thema. Nel 1978 ottiene una segnalazione al Compasso d’Oro per la poltrona Arianna e, nel 1981, un’ altra per la sedia pieghevole Dafne, il suo ultimo capolavoro. La Thema chiuderà nel 1989. Gastone Rinaldi muore a Padova il 2 marzo 2006.

Rivestimenti e finiture

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La poltrona Letizia è una seduta che interpreta con naturalezza il fascino degli anni Cinquanta, portando negli interni contemporanei una leggerezza visiva rara, fatta di curve morbide, proporzioni ben calibrate e dettagli che non hanno bisogno di essere ostentati per farsi notare. È una scelta particolarmente adatta a chi cerca una poltroncina elegante per living raffinati, una seduta compatta ma accogliente e un arredo capace di aggiungere carattere senza appesantire lo spazio.

 

Nel soggiorno, la poltrona Letizia trova una collocazione ideale accanto a un divano lineare, vicino a un tavolino basso, in un angolo lettura o in una composizione più articolata dedicata alla conversazione. La sua struttura leggera e l’equilibrio tra pieni e vuoti la rendono molto interessante per chi desidera una poltrona di design per salotti anche non molto grandi, capace di arredare con presenza ma senza creare ingombro visivo. In ambienti dove ogni elemento deve essere selezionato con precisione, Letizia contribuisce a costruire un’atmosfera colta, accogliente e sofisticata.

 

La sua identità formale la rende perfetta per persone che amano il gusto mid-century reinterpretato in chiave attuale. Non è una poltrona nostalgica o decorativa in senso stretto: è un progetto che sa dialogare con interni moderni, soft luxury, modern classic o eclettici, portando un segno riconoscibile ma mai pesante. In questo senso è adatta a chi cerca una poltroncina con fascino vintage ma uso contemporaneo, capace di inserirsi in case curate, appartamenti di città, studi privati o seconde case di pregio.

 

La poltrona Letizia funziona molto bene anche come seduta da lettura o da pausa, soprattutto per chi desidera un angolo relax elegante e ben proporzionato. La seduta accogliente e lo schienale elastico aiutano infatti a costruire una relazione più morbida e naturale con il corpo, rendendola interessante non solo come oggetto bello da vedere, ma anche come presenza quotidiana da vivere. In una camera da letto ampia, in una biblioteca domestica o in una zona riservata del soggiorno, può trasformarsi in un punto di equilibrio tra comfort e stile.

 

Grazie alla possibilità di essere rivestita in pelle o in tessuto, Letizia risponde bene a esigenze diverse anche dal punto di vista dell’atmosfera. In pelle può risultare più incisiva e sofisticata, adatta a chi cerca una poltrona di rappresentanza dal carattere più deciso; in tessuto può invece assumere un tono più morbido, domestico e avvolgente, ideale per chi desidera una seduta elegante ma più rilassata e tattile. Questa doppia natura la rende molto interessante per chi vuole personalizzare con precisione il rapporto tra la poltrona e il resto dell’arredo.

 

La poltrona Letizia può trovare spazio anche in contesti professionali e hospitality di alto livello. In una hall raccolta, in una lounge, in una suite, in uno studio direzionale o in un’area attesa curata, risponde all’esigenza di offrire una seduta leggera, elegante e memorabile, che aggiunga valore all’ambiente senza introdurre rigidità. È una scelta adatta a chi vuole comunicare gusto, attenzione ai dettagli e cultura del progetto, soprattutto in spazi in cui l’accoglienza deve essere raffinata ma non fredda.

Dal punto di vista delle persone a cui può parlare, Letizia incontra bene chi ama la grazia delle forme morbide, gli arredi che alleggeriscono l’ambiente, e i progetti che riescono a essere iconici senza risultare invadenti. È una poltrona per chi cerca una presenza misurata, per chi vuole creare interni sofisticati ma non costruiti sull’eccesso, e per chi considera la qualità del design come un elemento che si percepisce nella proporzione prima ancora che nel dettaglio.

In spazi residenziali, Letizia può diventare la seduta ideale per completare un salotto elegante, una camera importante o un ingresso di rappresentanza. In spazi professionali o contract, può essere utilizzata per dare tono a un ambiente mantenendo una forte sensazione di apertura e leggerezza. In entrambi i casi risponde molto bene al bisogno di una poltrona compatta con forte qualità percepita, una seduta che arredi senza sovraccaricare, e un oggetto capace di dare un’impronta distintiva all’ambiente con estrema naturalezza.

La poltrona Letizia è quindi una proposta particolarmente convincente per chi cerca una seduta dal fascino anni ’50 ma pienamente attuale, un equilibrio raffinato tra comfort e leggerezza, e una poltrona capace di portare stile, misura e accoglienza in ambienti domestici o professionali di livello alto.